BIO

 

Leila Mirzakhani nata a Tehran nel 1978. Vive in Italia dal 2005. Si è laureata nel 2004 in pittura all'università d'Arte di Tehran, prosegue i suoi studi presso l'Accademia di Belle Arti di Roma dove si è diplomata in grafica d'arte. La sua ricerca artistica parte dallo studio di metafore e collegamenti tra la natura stessa e il mondo interiore. Nei suoi disegni il segno diventa l'alfabeto visivo usato per fare emergere l'aspetto poetico da ciò che ci circonda. Nel 2008 vince la sesta edizione del "Premio per l'incisione al Centro per l'incisione e grafica d'arte" a Formello e nel 2018 le viene assegnato il "Premio Pavoncella per la creatività femminile" a Sabaudia.

Leila Mirzakhani
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Vibrazioni #2, 2017, matita colorata su carta, cm. 56x77

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Leila Mirzakhani
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Vibrazioni #1, 2017, matita colorata su carta, cm. 56x77

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Leila Mirzakhani
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Mille Vasi Silenziosi e Parlanti, 2019, acrilico su tavola di legno, cm. 83x61

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Vibrazioni #2, 2017, matita colorata su carta, cm. 56x77

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Mostre Personali selezionate

2018 - "Stones and the river", Electric Room (Dastan Gallery), Tehran.

2017 - "Scorrere", La Nuova Pesa, a cura di Lea Mattarella, Roma.

2016 - "io sasso, tu fiume", Interno14, testi critici di Claudia Ferrini, Roma.

2015 - "Repeating the blue song", Azard Art Gallery, Teheran.

2014 - "You can't go home again", La Nube di Oort, a cura di Helga Hamedani, Roma.

2014 - "Prima di Kaos", Nar Gallery, testo critico di Giovanna dalla Chiesa, Tehran.

Mostre collettive selezionate

2020 - “Multiforms”, a cura di Angela Madesani, Labs Contemporary Art, Bologna.

2019 - "Partiture illeggibili", a cura di Angela Madesani, Labs Contemporary Art, Bologna.

2019 - "Si les abeilles sont rares", a cura di Antonio D’Amico, Placido Gallery, Parigi.

2019 - "Vis-à-Vis, La Nube di Oort, Roma.

2018 - "Biennale di Viterbo", Palazzo dei Papi, Viterbo.

2018 - "Bias", Biennale D’Arte Contemporanea Sacra e delle Religioni dell’Umanità, Palermo.

2015 - "REFLECTION", a cura di Gianluca Covelli, Vertigoarte, Cosenza.

2015 - "Map of the new word", Imago Mundi collezione Luciano Benetton, Fondazione Cini, Venezia.